giovedì 19 dicembre 2013

Un divano di..... Phyla - A green couch

 Pubblico alcune foto di una splendida opera di arredo verde realizzata dall'Azienda Agricola Marco Carmazzi di Viareggio www.floricolturacarmazzi.com

Si tratta di un divano con struttura metallica foderata con tessuto non tessuto e ricoperto di Phyla. Ho avuto il piacere di fornire le piantine all'Azienda Carmazzi e il risultato lo potete vedere da voi (foto di Giacomo Carmazzi).






domenica 3 novembre 2013

Un prato fiorito... ancora più fiorito

Dopo qualche anno di prova nel mio giardino mi sento di consigliare,  in particolare a chi apprezza la Phyla nodiflora, la consociazione con i Dianthus botanici (garofanini).

Si tratta di un genere che si associa molto bene alla Phyla essendo molto più precoce. Quasi tutte le specie sono molto rustiche (per la scelta dei garofanini botanici io mi affido ai Fratelli Magagnini che sono degli specialisti in questo genere www.ilfioredeifiori.net -  ilfioredeifioripoesia@gmail.com - Alessandro Magagnini).





Una meravigliosa fioritura primaverile sarà un regalo sicuro anno dopo anno, insieme a nuovi ibridi visto che i garofanini si incrociano facilmente tra di loro. Non chiedono in cambio quasi nulla a parte forse un'unica potatura a fine fioritura.



 Il risultato è quasi garantito. Se vengono a me nel mio terreno (non so chi sia tra me e il terreno il nemico peggiore per le mie piante) vuol dire che si tratta di piante veramente molto valide.

Ulivo e Soleirolia

Può sembrare un abbinamento poco azzeccato ma, forse grazie ad un uccellino, è riuscito a realizzarsi.

In un parco, molto irrigato, ho trovato questa bellissima "simbiosi".

La Soleirolia si è trovata un posticino per radicare sulla porzione del fusto di questo Ulivo che guarda a Nord.





Un prato sul muschio - A lawn on the moss

Un ospite abituale dei nostri giardini, non molto gradito, è il muschio. Quando cresce in zone destinate a prati ornamentali può creare notevoli problemi. Infatti la presenza del muschio è molto spesso dovuta alla natura del terreno stesso (poco drenante) magari aiutata da eccessive irrigazioni e compattamenti.

Il muschio rende impossibile la vita ad un prato di graminacee. Eliminare il muschio non è difficile (il solfato ferroso è di solito molto efficace), difficile è invece non farlo tornare!

In molti casi bisognerebbe modificare la struttura del terreno dove il muschio compare (per esempio mescolando nei primi 30 cm di terreno una quantità di inerti come sabbia o pomice tale da eliminare ristagni d'acqua) e non sempre un intervento del genere è possibile o desiderato.

Ci sono però piante che non temono il muschio, anzi riescono a radicarci sopra. A questo proposito pubblico alcune foto della Phyla nodiflora radica sul muschio. Si tratta di una zolla tolta da terra per far apprezzare meglio la radicazione.




sabato 28 settembre 2013

Mostre Ottobre 2013

Nelle prossime settimane sarò presente alle seguenti  mostre:


4, 5 e 6 Ottobre a Villa La Landriana per la mostra "Autunno alla Landriana", Ardea (RM)

http://aldobrandini.it/sito/giardi/piantine.php


11, 12 e 13 Ottobre al Parco di Villa Mimbelli a Livorno

www.harborea.com

giovedì 26 settembre 2013

Legno, ciottoli e pietre: come fare un prato su materiali difficili


Quando si fanno lavori di ristrutturazione spesso ci si ritrova con accumuli di materiali non sempre gradevoli o con terreni formati più da macerie che da terra.

Ricoprirli con un pratino all'inglese gradevole è cosa molto difficile. Con la Phyla invece tutto diventa più facile.





Allungandosi sopra i materiali più diversi produce nuovi stoloni appena può. Da ogni stolone la crescita riprende fino a coprire completamente tutto di uno strato verde.





 Anche dove non c'è spazio per radicare la pianta riesce a ricoprire con un tappetino di foglie materiali impermeabili alle radici.



Il pepe per tutti: Zanthoxylum piperitum



Questa pianta aromatica (coltivata spesso come bonsai) è tanto facile da coltivare quanto poco conosciuta.

Si tratta di un piccolo albero o un grande cespuglio (3 metri di altezza per 3 metri di larghezza in media) che produce a fine settembre, inizio ottobre, una grande massa di grappolini di grani che vengono impiegati al posto del pepe.





Questa spezia si trova comunemente in commercio come pepe del Sichuan dal nome di una regione dove viene coltivato (è diffuso nel sud est asiatico).

Della pianta, oltre ai frutticini, si possono impiegare anche le foglie crude.



Il frutto è formato da una buccia rossastra sottile e da un semino nero. La buccia è la parte più profumata ma anche il semino è spesso presente nelle confezioni che si trovano in commercio.




I granelli di questo pepe vanno raccolti quando cominciano ad aprirsi. Sono praticamente già pronti per essere conservati in vasetti di vetro (io li lascio al sole dentro ad un vasetto di vetro per qualche giorno, con il tappo leggermente aperto, per farli asciugare completamente).






La pianta è fornita di numerose spine piuttosto grandi che si notano bene quando la pianta in inverno perde le foglie.





Delle spine molto più piccole sono situate anche sotto la nervatura centrale delle foglie.

Non è soggetta a malattie e, per la mia esperienza di coltivazione, nemmeno ad attacchi da parte di insetti o acari.

Resiste benissimo al freddo (oltre -20°C) e si adatta praticamente ad ogni terreno.
Esposizioni da sole a mezz'ombra.